1. Come funziona il Superbonus?

Il cd. Superbonus si applica per interventi di efficientamento energetico (es. cappotto termico e sostituzione caldaia) e di messa in sicurezza antisismica degli edifici con un’aliquota di detrazione del 110% del costo degli interventi effettuati.

Con la Legge di Bilancio 2022, si introducono delle novità, con date differenziate a seconda dei tipi d’interventi e dei diversi richiedenti:

  • proroga a tutto il 2022 delle agevolazioni al 110 per tutti i tipi di unità immobiliari;
    Questo significa che possono accedere alla proroga a tutto il 2022 del Superbonus 110% anche gli edifici unifamiliari e le villette, senza tetto ISEE, purché i lavori di ristrutturazioni eseguiti sugli immobili siano stati pagati per il 30% entro il 30 settembre 2022;
  • proroga a tutto il 2023 per i condomini e gli edifici plurifamiliari da 2 a 4 unità immobiliari
  • proroga a tutto il 2023 per le IACP (Istituto Autonomo Case Popolari) e cooperative di abitazione, purché alla data del 30 giugno del 2023 siano stati ultimati il 60% dei lavori;

Il beneficiario potrà scegliere se:

  • utilizzare la detrazione spettante in cinque quote annuali di pari importo
  • optare per lo sconto in fattura applicato dai fornitori, oppure per la cessione del credito ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito con facoltà di successiva cessione. L’impresa o le imprese, che effettueranno lo sconto, acquisiranno un credito d’imposta pari al 110% dello sconto applicato in fattura. Tale credito d’imposta sarà utilizzabile in compensazione nello stesso numero di quote annuali di pari importo in cui sarebbe stata fruita la detrazione.

2. Chi potrà usufruire del Superbonus?

Potranno beneficiare della detrazione al 110%:

  • i condomìni e le persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arte o professione, per interventi su edifici composti da due a quattro unità immobiliari distintamente accatastate, anche se posseduti da un unico proprietario o in comproprietà da più persone fisiche per interventi sulle parti comuni
  • le persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni, su unità immobiliari
  • gli Istituti autonomi case popolari (Iacp).
  • le cooperative di abitazione a proprietà, per interventi realizzati su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci
  • le organizzazioni non lucrative di utilità sociale, le organizzazioni di volontariato iscritte nei registri di cui all’articolo 6 della legge n. 266/1991 e le associazioni di promozione sociale iscritte nel registro nazionale e nei registri regionali e delle province autonome di Trento e Bolzano
  • le associazioni e società sportive dilettantistiche nel limite di interventi destinati ai soli immobili o parti di immobili adibiti a spogliatoi.

3. Quali sono gli interventi trainanti per il Superbonus?

Per quanto riguarda il Superbonus per gli interventi di efficientamento energetico sarà necessario effettuare almeno uno dei seguenti interventi trainanti al fine di usufruire della detrazione maggiorata al 110% ed eventualmente dello sconto in fattura o della cessione del credito:

  • intervento di isolamento termico delle strutture opache (ad esempio il cosiddetto cappotto termico) sulle superfici verticali, orizzontali e inclinate che interessino almeno il 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio. L’edificio interessato può essere un condominio, un edificio composto da due a quattro unità immobiliari distintamente accatastate posseduto da un unico proprietario o in comproprietà da più persone fisiche, un edificio unifamiliare, oppure un’unità immobiliare situata all’interno di edifici plurifamiliari purché sia funzionalmente indipendente e disponga di uno o più accessi autonomi
  • intervento sulle parti comuni dell’edificio per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati dotati di caldaie a condensazione ad acqua , o pompe di calore e sistemi ibridi
  • impianti di micro cogenerazione
  • collettori solari per la produzione di acqua calda destinati alla climatizzazione invernale, alla climatizzazione estiva nel caso di pompe di calore reversibili, e alla produzione di acqua calda sanitaria.

4. Quali sono gli interventi trainati per il Superbonus?

Ad almeno uno degli interventi trainanti, si possono abbinare i cd. interventi trainati, come ad esempio:

  • Infissi con elevate prestazioni, incluse strutture accessorie (scuri o persiane, cassonetti incorporati nel telaio dell’infisso)
  • schermature solari (tende da sole avvolgibili, cappottine, tende a rullo, pergole con schermo in tessuto) e chiusure oscuranti ( persiane, tapparelle, veneziane, frangisole)
  • sistemi di building automation per la gestione automatica personalizzata degli impianti di riscaldamento o produzione di acqua calda sanitaria o di climatizzazione estiva.
  • installazione di impianti fotovoltaici
  • installazione di colonnine per la ricarica di veicoli elettrici

Per questi interventi, si potrà godere di una detrazione al 110% sul valore complessivo di tutti gli interventi, a condizione che tali lavori siano eseguiti congiuntamente ad almeno uno degli interventi strutturali, i cd. trainati.

Gli interventi eseguiti devono comportare nel loro complesso il miglioramento di almeno due classi energetiche oppure, ove non possibile, il raggiungimento della classe energetica più alta.

5. È sempre obbligatorio effettuare uno degli interventi trainanti per ottenere la detrazione o il credito d’imposta al 110%?

Sì, salvo l’ipotesi in cui sull’edificio sottoposto ad almeno uno dei vincoli previsti dal codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo n. 42/2004, non sia possibile effettuare interventi trainanti o gli interventi strutturali siano vietati da regolamenti edilizi, urbanistici e ambientali. In tali casi, la detrazione o il credito d’imposta al 110% si applica a tutti gli interventi trainati di riqualificazione energetica, previsti dall’ecobonus, anche se non eseguiti congiuntamente ad almeno uno degli interventi trainanti, ferma restando la condizione che tali interventi portino a un miglioramento minimo di 2 classi energetiche oppure, ove non possibile, il conseguimento della classe energetica più alta.

6. Che cos’è il Sisma Bonus?

Il Sisma Bonus rientra nel Superbonus con detrazione al 110% e riguarda qualsiasi intervento di ristrutturazione volto a migliorare la prestazione sismica ovvero a ridurre il rischio sismico di edifici ubicati in zone a rischio sismico 1, 2 e 3.

La detrazione fiscale spetta anche in caso di demolizione e ricostruzione, a patto di migliorare la classe di rischio sismico dell’edificio.

Rientrano nelle agevolazioni gli interventi di adeguamento antisismico relativi a:

  • esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica, in particolare sulle parti strutturali. Gli interventi devono essere realizzati sulle parti strutturali degli edifici o complessi di edifici collegati strutturalmente e comprendere interi edifici e, ove riguardino i centri storici, devono essere eseguiti sulla base di progetti unitari e non su singole unità immobiliari;
  • interventi di riduzione del rischio sismico che determini il passaggio ad una o due classi di rischio inferiori e nelle zone a rischio sismico 1, 2 e 3 anche mediante demolizione e ricostruzione di interi edifici, allo scopo di ridurne il rischio sismico, anche con variazione volumetrica rispetto all’edificio preesistente, ove le norme urbanistiche vigenti consentano tale aumento.

Con la Legge di Bilancio 2022, il Sismabonus manterrà la detrazione al 110% fino al 2025, a differenza del Superbonus che vedrà scalare l’aliquota al 70% dal 2024.

7. Come funziona un sistema a cappotto termico?

Il sistema a “cappotto termico”, detto anche isolamento a cappotto, è un rivestimento continuo di pannelli in materiale isolante applicato esternamente o internamente agli edifici in modo tale da garantire un isolamento, sia termico che acustico, completo. Si ottiene così un migliore controllo delle temperature interne, la riduzione dei consumi energetici dovuti al riscaldamento e al raffrescamento dell’edificio, evitando la formazione di condensa di vapore acqueo, di macchie e di muffe.

Secondo quanto stabilito dal Decreto Rilancio, il Superbonus spetta per interventi di isolamento termico delle superfici opache verticali, orizzontali e inclinate che interessano l’involucro degli edifici, compresi quelli unifamiliari, se l’intervento di isolamento termico coinvolge almeno il 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio, da intendersi come integralmente considerato, senza cioè distinzione tra vani riscaldati e non.

8. Quali tipi di cappotto termico esistono?

Esistono due tipi di isolamento a cappotto: quello interno e quello esterno all’abitazione.

Cappotto termico interno

Il cappotto termico interno consiste nel disporre i pannelli isolanti, di spessore ridotto rispetto a quelli esterni, sulle pareti interne delle abitazioni. Questa è una pratica molto usata all’interno di edifici urbani, in cui è difficile intervenire sulle pareti esterne o per la coibentazione del tetto.

Cappotto termico esterno

L’isolamento a cappotto esterno è un tipo di applicazione diffusa, in particolare in piccoli edifici o in ville unifamiliari, ma è largamente usata anche per le facciate dei condomini. Il cappotto termico esterno ha notevoli vantaggi, come un maggiore isolamento, prevenzione di danni alle pareti esterne, come crepe o muffa e riduzione dei ponti termici, cioè delle zone fredde causate da discontinuità costruttive.

9. Quali tipi di impianti di riscaldamento sono ammessi dal Superbonus?

L’installazione di impianti di climatizzazione invernale è tra gli interventi trainanti del Superbonus 110 solo se in sostituzione di un impianto esistente.

Ecco, nel dettaglio, quali sono gli impianti da installare nella propria casa al posto di quello esistente che permettono di accedere al Superbonus, grazie alla loro capacità di aumentare l’efficienza energetica dell’edificio.

 

Tipi di impianti ammessi:

  • La caldaia a condensazione può essere considerata come l’evoluzione della tradizionale caldaia murale a gas, con il vantaggio di essere più efficiente in quanto sfrutta anche il calore contenuto nei fumi di scarico, principalmente composti da vapore acqueo. Una volta condensati, si sfrutta la loro energia per preriscaldare l’acqua fredda, che quindi richiederà meno energia per essere portata alla temperatura di utilizzo.
  • La pompa di calore è un impianto per il riscaldamento e il raffrescamento di casa che, sfruttando l’energia naturalmente contenuta nell’aria, nell’acqua e nel terreno, permette di climatizzare l’edificio in modo efficiente e sostenibile. La pompa di calore è alimentata ad elettricità, dando la possibilità di essere eliminare il gas dalla propria casa. La soluzione pompa di calore risulta ancor più vincente quando combinata ad un impianto solare per la produzione di energia, come il fotovoltaico e il solare termico. Il primo per alimentare la pompa di calore, il secondo per soddisfare i bisogni energetici per la produzione di acqua calda sanitaria.
  • Impianti ibridi

Un impianto per il riscaldamento ibrido, combina una pompa di calore ed una caldaia a condensazione, facendo lavorare i due macchinari in funzione della massima efficienza energetica possibile. Questo significa che, in ogni momento si attiverà l’impianto che, nelle condizioni registrate, risulta essere il più efficiente.

  • caldaie a biomasse , ovvero un generatore di calore che utilizza come combustibile materiali organici, come la legna o il pellet. Rientrano nelle agevolazioni solo quelle in classe 5, che rispettano i limiti più severi in termini di emissioni e rendimenti termici, installate in immobili unifamiliari esclusivamente per i comuni non metanizzati e non interessati dalle procedure europee di infrazione per la qualità dell’aria.

10. Cosa si intende per Conformità Urbanistica per il Superbonus 110%?

La Conformità Urbanistica è un documento essenziale per beneficiare degli incentivi statali per ristrutturare e riqualificare la propria casa a costo zero. La verifica serve per verificare la presenza di eventuali illeciti e abusi edilizi che potrebbero causare la perdita del beneficio fiscale. Ciò che consente di verificare con certezza la presenza o meno di un abuso edilizio è il titolo edilizio (CILA, SCIA, PdC, ecc.) depositato nel Comune di riferimento.

Con la Conformità Urbanistica si attesta la corrispondenza tra lo stato di fatto e il titolo edilizio con cui è stata autorizzata la costruzione di uno specifico immobile.

11. Che cos’è un APE?

L’APE (Attestazione di Prestazione Energetica) è un attestato – redatto da un tecnico abilitato tramite un sopralluogo all’immobile – che consente di avere tutte le informazioni su come è stato costruito un edificio sotto il profilo dell’isolamento termico e del consumo energetico. L’APE è un documento ufficiale valido 10 anni ed è obbligatorio:

  • per gli edifici di nuova costruzione e per quelli sottoposti a demolizione e ricostruzione
  • per gli edifici esistenti (in caso di compravendita e di nuovo contratto di locazione)
  • in caso di lavori di ristrutturazione importante

Per l’accesso alle detrazioni fiscali (EcoBonus e SuperBonus 110%) previste per gli interventi di efficientamento energetico, il miglioramento della classe energetica va dimostrato mediante l’APE. Il Decreto Rilancio ha introdotto il concetto di APE convenzionale per dimostrare il miglioramento di almeno due classi energetiche, attraverso la redazione prima dei lavori di un Attestato di Prestazione Energetica, da confrontare con un altro da redigere dopo l’esecuzione degli stessi. Si tratta dei cosiddetti APE ante e post intervento.

12. Che cos’è l’Asseverazione per il Superbonus 110%?

L’Asseverazione è la dichiarazione sottoscritta da tecnico abilitato che certifica il possesso dei requisiti per poter accedere alle detrazioni fiscali del Superbonus, rilasciando il relativo visto di conformità. Serve per ogni stato avanzamento lavori per il quale sia emessa dal fornitore una fattura che genera un credito di imposta.

13. Come funziona la cessione del credito d’imposta per il Superbonus 110%?

Con il Decreto Rilancio si è introdotta la possibilità di optare per la cessione del credito di imposta  anziché portare in detrazione in cinque anni le spese sostenute per gli interventi sugli immobili.

Il credito d’imposta, spettante a fronte dell’esecuzione dei lavori agevolati con il Superbonus, può essere ceduto all’impresa fornitrice degli interventi o ad altri soggetti privati, tra cui banche e intermediari finanziari. Il beneficiario può optare per il trasferimento del credito d’imposta alla banca per ottenere liquidità immediata, senza la necessità di dover recuperare il beneficio fiscale nella dichiarazione dei redditi, a compensazione delle imposte da pagare nell’arco dei cinque anni successivi. Per poter cedere il credito d’imposta alle banche è necessario che siano state già pagate le fatture relative al saldo o agli stati di avanzamento dei lavori (SAL), che non possono essere più di due per ciascun intervento complessivo e ciascuno dei quali deve riferirsi ad almeno il 30 per cento del medesimo intervento.

14. Come funziona lo sconto in fattura per il Superbonus 110%?

Tramite lo sconto in fattura, l’impresa realizza i lavori, anticiperà la spesa detraibile. Quindi, nel caso di Superbonus, il beneficiario non dovrà anticipare nulla, a sua volta, l’impresa potrà cedere o meno il credito alle banche o ad altri intermediari. Lo sconto in fattura comporta un vero e proprio sconto sul costo dei lavori corrispondente alla percentuale della detrazione altrimenti applicata in dichiarazione. Per il Superbonus 110%, lo sconto in fattura può al massimo pareggiare il totale dei costi, quindi in sostanza si può avere al massimo l’abbattimento totale della fattura, rinunciando al 10% in più recuperabile invece tramite dichiarazione.

15. Cessione del credito e sconto in fattura: come fare?

L’opzione della cessione o dello sconto va esercitata necessariamente tramite i canali telematici dell’Agenzia delle Entrate, entro il 16 marzo dell’anno successivo a quello in cui sono state sostenute le spese che danno diritto alla detrazione. L’invio della comunicazione può essere effettuato direttamente dal beneficiario della detrazione oppure incaricando un intermediario abilitato.

16. Cos’è il Bonus Facciate?

Con la Legge di Bilancio 2022 il Bonus Facciate, l’agevolazione per interventi finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna degli edifici viene prorogato fino al 31/12/2022 ma passa da un’aliquota del 90% al 60%.
La detrazione fiscale spetta per le spese sostenute dal contribuente relative agli interventi finalizzati al recupero o al restauro della facciata esterna visibile degli edifici esistenti di qualsiasi categoria catastale, inclusa la pulitura o la tinteggiatura esterna. Il bonus non spetta, invece, per gli interventi effettuati sulle facciate interne dell’edificio, se non visibili dalla strada o da suolo ad uso pubblico.
È possibile usufruire dello sconto sul corrispettivo dovuto anticipato dai fornitori che hanno effettuato gli interventi o, in alternativa, della cessione del credito d’imposta ai fornitori o ad altri soggetti (istituti di credito e intermediari finanziari).

17. Cos’è il Bonus Ristrutturazioni?

Con la Legge di Bilancio 2022, si riconferma anche l’agevolazione fiscale sugli interventi di ristrutturazione edilizia con detrazione IRPEF al 50% da richiedere entro il 31 dicembre 2022 con limite massimo di spesa di 96 mila euro.

Gli interventi agevolabili riguardano lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria, di restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, effettuati su tutte le parti comuni degli edifici residenziali o sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, in condominio o in edifici singoli.

18. Cos’è il Bonus Verde?

Il Bonus verde viene riconfermato fino al 31/12/2024 senza modifiche. Rimane quindi la detrazione del 36% per la sistemazione a verde di case e condomini, aree scoperte private, realizzazione di coperture a verde, giardini pensili, con relative spese di manutenzione e progettazione.

L’agevolazione fiscale si applica nella dichiarazione dei redditi ed è ripartita in 10 quote annuali di pari importo, calcolando un limite massimo di spesa pari a 5.000 euro per ciascuna unità immobiliare avente uso abitativo.

Non c’è la possibilità di ottenere uno sconto in fattura e o la cessione del credito.